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IMG 6906La ricerca dell'alloggio richiede per noi un notevole impegno e rappresenta una delle fasi più delicate dei preparativi di viaggio. Si sa che una famiglia in cui la componente femminile e' prevalente (4 contro 1) richiede necessariamente un numero di bagni che sia almeno pari a 2, meglio 2,5..e meglio ancora che i bagni prevedano il bidet, sanitario sconosciuto purtroppo agli americani! Fatta a malincuore questa rinuncia, al momento di prenotare un alloggio, ci concentriamo con una certa attenzione sulla posizione della casa, sulla silenziosità, sull'assenza di scale interne, che possano costituire un serio pericolo per Lorenza. Grazie ad una minuziosa osservazione delle foto presenti sul sito, riusciamo addirittura a programmare la collocazione nelle singole camere da letto, individuando per Lorenza quella più buia e silenziosa. Sembra che non ci sia altro da controllare, ma stiamo dimenticando la cosa più importante: i soprammobili! Generalmente preferiamo case con pochi ninnoli e suppellettili, quelle di impronta "minimalista", ma le case vendute tramite il canale airbnb sono spesso case abitate dai proprietari che, una volta ricevuta la prenotazione, lasciano la casa per la durata del soggiorno, portando via l'indispensabile per dormire qualche notte fuori. È proprio questo il guaio..portano via solo l'indispensabile! E così, ci è capitato più volte di trovare scarpe dei bimbi dietro la porta di ingresso, vestiti di tutta la famiglia negli armadi, e addirittura il cibo residuo nel frigorifero! (Che per noi è rigorosamente da non toccare, mentre Lorenza si mostra invece sempre interessata alle abitudini culinarie dei proprietari e vorrebbe assaggiare tutto ciò che trova in frigorifero). 

I proprietari più premurosi, inoltre, per rendere ancor più gradevole l'aspetto della casa, dispongono su tavoli e mensole i più svariati oggetti, che richiamano magari le tradizioni del posto (questi, in genere,più sono fragili, più sono preferiti da chi arreda la casa!) che ogni famiglia "tranquilla" sicuramente apprezzerebbe, ma che invece per noi rappresentano un vero incubo! IMG 7730

E così, una volta arrivati alla casa da noi prenotata, il primo che varca la soglia ha il compito di perlustrare rapidamente gli ambienti, preoccupandosi di mettere in salvo tutti gli oggetti che potrebbero, in una remota ipotesi (che poi, per esperienza, di remoto ha ben poco) essere preda della rapida morsa della curiosissima Lorenza.

Ad esempio, nel bellissimo appartamento di New York, che ci ha ospitati per sette giorni, il piccolo Oliver, ragazzino di 10 anni, aveva incautamente dimenticato di smontare la pista con tanto di stazione e trenino elettrico, che troneggiava in bella mostra sul pavimento del salotto: Così, uno di noi si lancia rapidamente sui segmenti dei binari per metterne in salvo i pezzi, ma un momento..dov'è Lorenza? E cos'ha tra le mani? Oh no, la boccia di vetro in cui sguazza il pesciolino esotico, lasciata sul comodino di Oliver!! Trascorre un attimo di panico generale, in cui tutti e quattro esortiamo disperati Lorenza affinche' rimetta a posto l'ignaro animaletto, ma per fortuna la sorella arriva un attimo prima che la boccia si frantumi ed il pesciolino nero finisca asfissiato sul pavimento! Abbiamo evitato il peggio. Giunge poi la decisione unanime: il pesciolino passerà i prossimi sette giorni sulla mensola più alta della libreria, per salvaguardare la sua incolumità. Quanto a noi..mi raccomando, ricordiamoci di rimontare il trenino prima di ripartire!

seduta stanteDi sicuro ognuno di noi, almeno una volta nella vita, avrà manifestato il proprio totale disappunto assistendo all’interminabile sequenza di scatti fotografici che contraddistingue il “turista giapponese”. Quest’ultimo, incurabile di qualsiasi agente atmosferico avverso, è capace di fotografare ogni vetrata che vede, sia questa all’interno di una maestosa cattedrale o di una modesta chiesetta, ogni particolare dei monumenti che visita o addirittura di fermarsi per strada, in mezzo alla folla, per immortalare nella sua reflex di ultima generazione tutti gli oggetti bizzarri che vede sul suo cammino.

Questa volta, però, ci siamo sentiti un po’ giapponesi anche noi: riguardando le foto scattate a Lorenza, abbiamo infatti contato decine di scatti in cui appare seduta su fantasiosi appoggi e strani oggetti foggiati in forma di sedia. Ne abbiamo proprio per tutti i gusti: ci sono le mistiche panche delle chiese, essenziali punti di riferimento per trovare calma e refrigerio dalla calura estiva esterna, in cui di solito abbiniamo al contempo l’attività culturale di visita del luogo sacro,  con le  esigenze  funzionali più pratiche. Ci siamo rifiutati una volta di entrare in una chiesa dove all’ingresso troneggiava uno “sconcio” cartello recitante “no public restroom”, sintomo per noi di assoluta inospitalità.DSC 0282

Oppure ci sono i gradini, muretti o cordoli lungo le strade, in cui ci fermiamo per far riposare Lorenza e farla dissetare; o ancora le panchine delle piazze (che a Boston sono talmente tecnologiche da essere dotate di presa USB integrata, una vera attrattiva per tutti i “social” incalliti della famiglia!); ma anche le sedie sdraio colorate collocate nei giardini, o ancora i divertenti pupazzi a forma di sedia raffiguranti orsi, alci o qualsivoglia animale tipico del Nord America, disseminati fuori dai bar o all’interno degli shop dei musei, per giunta di grande interesse turistico!

In realtà,, per noi la sedia, la panca o lo sgabello, di qualsiasi forma esso sia, assume il significato di oggetto basilare, quasi un’oasi nel deserto, visto che concede a Lorenza una tregua  dalle lunghe passeggiate in città o dai tour tra i monumenti. Lei infatti, pur mostrando un’inaspettata resistenza alle camminate, ha bisogno di frequenti soste, anche se brevi, per recuperare le energie: un sorso d’acqua, un abbraccio a chi le sta più vicino, un’occhiata alle foto del cellulare, e si torna pimpanti e ricaricati, pronti per ripartire! E così, ci ritroviamo spesso a farla sedere su improbabili sedili, come cordoli spartitraffico o aguzzi spigoli di colonne che ben poco hanno di confortevole, ma rappresentano per noi, e soprattutto per lei, una vera e propria boccata di ossigeno. Evviva, allora, le città con panchine, sedili e fontanelle: del resto, anche questo è un semplice, se pur fondamentale, segno di civiltà!

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IMG 7193Ed eccoci arrivati a New York, la tappa più cool del nostro viaggio. La nostra prima impressione è quella di una città particolarmente densa. Non solo densa di monumenti, locali o negozi, ma soprattutto densa di persone, cosa che ci preoccupa non poco per via di Lorenza, il cui comportamento, inteso come probabili “eventi calamitosi”, risulta direttamente proporzionale alla densità abitativa del posto che frequenta. Proviamo a spiegarci meglio, fornendo esempi concreti di quel che può accadere (ed è accaduto..!).

Il primo giorno, già completamente spaesati nel percorrere le strade newyorkesi dalle dimensioni spropositate - tempestate di mille cartelli che ci bombardano con messaggi commerciali di ogni tipo - lungo il tragitto verso l’appartamento, decidiamo di acquistare una carta per la subway, che ci permetta di percorrere in lungo e in largo la città per l’intera settimana, avendo escluso assolutamente la possibilità di circolare in macchina a causa del traffico frenetico.

Così, dopo aver individuato la fermata più vicina a casa, ci avviamo percorrendo scale e scalette in discesa, sempre più in profondità, verso le sudicie viscere della città. Siamo in attesa del treno, stando rigorosamente entro la striscia gialla, tutti vigili affinché Lorenza non si lanci nel vuoto dei binari e soprattutto non urti qualche passeggero in attesa, determinandone il fatale “tracollo”: infatti, grandi cartelli affissi ai muri mettono in guardia sul pericolo di essere spinti sotto, situazione che in America rappresenta un elevato tasso di incidenza di omicidi! Per fortuna Lorenza non trova molto allettante questa ipotesi, mentre invece si mostra incuriosita per il nuovo ambiente sotterraneo e impaziente di entrare nella prima tra tutte queste scatolette refrigerate ( grazie all’aria condizionata sparata si avverte un’escursione termica notevole) che le sfrecciano davanti.

Finalmente arriva quella giusta, direzione Manhattan. Si aprono le porte e cerchiamo tra i tanti vagoni quello che sia un po’ meno affollato, ma la situazione è la stessa in tutti, e noi non abbiamo scelta, dobbiamo entrare..soprattutto perché Lorenza inizia a tirare in direzione del treno! Ci facciamo quindi strada e individuiamo una barra di sostegno a cui aggrapparci, disponendoci a cerchio intorno a Lorenza per reggerla e al contempo per proteggere le persone vicine, di ogni stile e nazionalità, dai suoi “saluti espansivi” (e mai discriminatori!). Ci sembra che sia tutto sotto controllo, Lorenza è elettrizzata e ride alla partenza della metro, le sue mani sono entrambe sulla sbarra ma.......un momento, non abbiamo considerato i piedi! Infatti, nella smania e nell’euforia del momento, Lorenza ha iniziato a muovere i piedi in tutte le direzioni e, inevitabilmente, ha pestato i piedi agli inconsapevoli passeggeri che le viaggiano intorno..! Tra questi, anche ad un povero ed ignaro bambino americano di poco più di cinque anni, a cui tocca sostenere per qualche secondo il peso del piede di Lorenza sopra il suo, tanto che inizia prima a borbottare dei flebili “ouch, ouch!”, per poi, in una crescente disperazione, scoppiare in un pianto disperato, rivolto ai genitori, di fronte alle nostre facce mortificate e ai nostri imbarazzati “sorry”! Per fortuna, la prossima è la nostra fermata: ci dileguiamo rapidamente, confondendoci tra la marea di gente che esce, lasciando il piccolo in lacrime..viaggiare con loro è anche questo, sentirsi responsabili di guai commessi da queste pesti!

Altra linea di subway, altra sosta: oggi, tappa alla Lady Liberty, la statua della libertà che ha accolto tanti italiani emigrati in America e continua a salutare tuttora tanti turisti. Sbarchiamo dal traghetto in una tersa e soleggiata mattina e, come noi,  centinaia di altri turisti che arrivano sull’isola per collezionare scatti sullo sfondo della ridente signora, immortalata in tutte le proiezioni, a testimonianza del loro viaggio. Lorenza invece ha ben altre esigenze e le basta guardarsi intorno per sbirciare quello che sarà il suo prossimo oggetto del desiderio: la mela rossa che una bionda turista sta addentando con gusto sarà sua. Il tempo di scattare qualche foto, distraendoci un attimo, ed ecco che le basta un veloce e furtivo gesto per afferrare la mela, sfuggendo alla nostra sorveglianza! Per fortuna, questa volta, la vittima è una simpatica americana che, dopo un attimo di sbigottimento, sorride divertita: “don’t worry!” ci dice. “Be happy” continuamo noi, anche se Lorenza non sembra tanto entusiasta del suo mancato spuntino, e avrebbe preferito che la dolce fanciulla fosse un po’ più generosa e le cedesse la mela! Nel frattempo, ci scusiamo ancora una volta e ci raccomandiamo a vicenda di perfezionare i nostri già affinati “sistemi di contenimento”, poi proseguiamo la visita fingendo che non sia successo nulla.

  

IMG 6483Il nostro viaggio tra Canada e Stati Uniti è contraddistinto da brevi pernottamenti presso case private, reperite presso l'ormai famosissimo airbnb.

Questa catena di alloggi per vacanze, sperimentata la scorsa estate in occasione di una settimana a Copenhagen, ha rappresentato per noi una vera piacevole scoperta! Tuttavia, al momento di prenotare, avevamo molti timori e perplessità relativamente alla possibile adattabilità di Lorenza ad una casa nuova, di cui non conoscesse luoghi ed oggetti; ma soprattutto alla sua capacità di dormire in un letto non proprio, legata com’è ai suoi punti di riferimento temporali e logistici.

Così, di volta in volta, negli spostamenti che facciamo, cerchiamo di simulare il più possibile le condizioni ottimali per il suo addormentamento, dotandoci, per esempio, di un telo oscurante da apporre alle finestre, in modo da ridurre la quantità di luce che filtra nella stanza, così da salvaguare, se possibile, le sue scarse ore di sonno. Come se non bastasse tutto ciò, ci si mettono anche le case canadesi ed americane, (specialmente i grattacieli ad innumerevoli piani) ad accentuare queste nostre problematiche, dato che sono famose per essere notevolmente “fenestrate”! E così, il problema della luce mattutina diventa per Lorenza un vero nemico da fronteggiare... considerando anche che le immediate conseguenze di un risveglio alle prime luci dell’alba si riflettono poi su tutta la famiglia!

IMG 6543IMG 6486Nel nostro tour del Canada, oltre ad alloggi in moderni residence di circa una cinquantina di piani, dotati di velocissimi ascensori capaci di percorrere 20 piani nel tempo pari ad uno sbadiglio, lasciandoti come effetto immediato le orecchie tappate, ci siamo imbattuti in una tipica casa di campagna, nei dintorni di Québec City. La struttura della graziosa casetta, del tutto aderente al vecchio successo sanremese “Avevo una casetta piccolina in Canadà.......”, con facciata di colore azzurro, tetto a punta, scaletta di legno e giardino sul retro con tanto di barbecue, ci è apparsa subito molto differente dalla nostra!

Il primo timore che ci ha assalito è stato come bloccare l’accesso di Lorenza durante la notte alla scaletta che collega i due piani della casa, tanto affascinante per il suo cigolante legno usurato, quanto pericolosa per lei, che i gradini li affronta ancora con estrema insicurezza. Così, prima di andare a letto, abbiamo spostato sedie e tavolini, sistemandone uno al piano terra e uno in cima, in modo da poter sentire il rumore nel caso in cui lei avesse tentato la discesa.

Dopo l’oculata scelta sulla camera da assegnare a Lorenza, basata sui criteri del massimo silenzio e minimo livello di IMG 6488luce, la prima notte è trascorsa tranquillamente e senza risvegli notturni, nonostante Lorenza abbia dovuto dormire in un letto matrimoniale insieme alla sorella, cosa che solitamente non è abituata a fare. La piacevole sorpresa è stata scoprire che Lorenza, l’indomani, si era già adattata alla nuova sistemazione, tanto che, una volta infilatole il pigiama, si è subito diretta alla scaletta, riconoscendo ormai come sua la cameretta con il tetto spiovente che le avevamo assegnato!

Sarà proprio il caso di ricrederci sulla sua scarsa adattabilità alle novità e cominciare a pensare che siamo invece noi i soli incorreggibili abitudinari! 

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